martedì 25 novembre 2008

"Se ritieni di sapere o saper fare qualcosa che possa essere di beneficio ad altri, hai il dovere di divulgarlo: innanzitutto con l'esempio, ma se necessario, anche con le parole. Non devi essere né un grande oratore, né particolarmente istruito, né di un certo livello sociale. Devi solamente essere convinto della bontà di ciò che hai da dare e di come gli altri ne beneficeranno" (tratto da Messa a punto del 25.11.08 di Alessandro Carli)

Leggendo queste righe mi sono tornati alla memoria alcuni ricordi della mia infanzia. Abitavo a 2 km dalla Scuola giusto a metà tra il comune e la frazione non ero ne dell'una ne dell'altra parte. Erano gli anni del boom economico ma io non lo vedevo ! Nel gruppetto di case non c'era nessun con cui giocare e allora trovavo sfogo nei campi ... mi sto perdendo ... quindi campi, animali e studio. I pochi tentativi di far parte della cumunità erano legati alla messa domenicale.
Un tentativo con gli scuot ... costava troppo andar su e giù da casa al paese (2 km !! un tempo sembravano 50 !), la divisa, le uscite e poi c'erano i pericoli.
Un bambino da solo non poteva andare alle riuniuni invernali (alle 17:30 era già buio).
In conclusione ero escluso dal giro e in più un secchione.
Avevo tante cose da dire ma, appena dicevo qualcosa, ero apostrofato dai miei compagni. Per quanto tempo ho portato dentro di me questa brutta esperienza ...

Poi ho cominciato a parlare anche troppo - avevo così tanto da dire - e adesso mi sono reso conto che c'è una via di mezzo.

Uso il detto "prima de tarlar tasi" come regola. Ascolto e faccio sintesi e proposte che siano condivise. Non è facile tenere a freno un vulcano per tanto tempo represso. Ci provo e ogni giorno imparo - dagli altri - qualcosa di nuovo.

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